Disegni

Giulia Piscitelli

Giulia PiscitelliFonti

Testo critico

Giulia Piscitelli (Napoli, 1965) ha cominciato a occuparsi di mappe geografiche circa dieci anni fa. Su un atlante storico ha trovato questa definizione che ha segnato profondamente il suo lavoro: “Altre attività”. Sotto questo titolo erano indicati armi, cuoio, cantieri navali, schiavi. La tratta degli schiavi era dunque equiparata al commercio di qualsiasi altro prodotto, come una materia prima da segnalare in determinate aree geografiche. L’artista comincia a riprodurre l’icona usata per segnalare la presenza di schiavi come simbolo della parte più mostruosa del genere umano, la bieca meschinità presente in ognuno di noi. Lo schiavo, descritto come un piccolo uomo con la schiena ricurva, piegato dalle fatiche e dai soprusi, diventa la sua continua fonte di riflessione. Con una forza straniante, lo ritroviamo in forma di note sugli spartiti musicali o in mezzo agli album per bambini con le figure da colorare. Il gioco e la musica, attività creative che elevano l’uomo sopra il livello della bestia, stridono con la figura dello schiavo, che schianta il genere umano al gradino più basso della scala evolutiva.

La voce dell’artista

Tutti questi schiavi si mostrano dentro una fiera, pronti per essere venduti, facendo ripartire simbolicamente il grande paradosso della loro compravendita.

Giulia Piscitelli

Opere

Video

Fonti presenta Giulia Piscitelli

Una video presentazione del lavoro di Giulia Piscitelli (artista) a cura di Fonti (galleria)

Materiali