Back to the Future

Guillaume Bijl

Guillaume BijlHubert Winter

Testo critico

Nato in una famiglia di operai, Guillaume Bijl (Anversa, 1946) ha potuto dedicarsi interamente all’arte soltanto a partire dalla fine degli anni Settanta, dopo avere lavorato in banca e in libreria, e dopo avere frequentato, ma per un anno soltanto, il Royal Institute for Theatre, Cinema and Sound di Bruxelles. La prima installazione ambientale risale al 1979, quando l’artista ha convertito la galleria Ruimte Z di Anversa in una scuola guida, accompagnando l’operazione con un manifesto che invocava la trasformazione dei centri d’arte in “istituzioni socialmente utili”. A questo primo esperimento hanno fatto seguito, negli anni Ottanta e successivamente, numerose altre trasformazioni di ambienti concepite come perfette imitazioni della realtà. I lavori di Bijl si collocano sempre al confine tra verità e finzione e sfidano il concetto di normalità mettendo in scacco il giudizio critico dell’osservatore in particolare rispetto al fascino folgorante della banalità del quotidiano. L’artista ha suddiviso la propria produzione in quattro sezioni: “Transformation-Installations” (il reale nel non reale), “Situation-Installations” (il non reale nel reale), “Compositions” (nature morte di archeologia del presente) e “Sorry’s” (lavori più assurdi).

La voce dell’artista

Mostro una sorta di ‘Archeologia della nostra civiltà', ma adesso!

Guillaume Bijl

Opere

Video

Guillaume Bijl in conversazione con Natascha Burger

Una video conversazione fra Guillaume Bijl (artista) e Natascha Burger (gallerista)

Materiali