Disegni

Keren Cytter

Keren CytterPilar Corrias

Testo critico

Keren Cytter (Tel Aviv, 1977) racconta di aver scoperto il piacere di disegnare una volta in cui un black-out ha interrotto la sua lavorazione a un video. La battuta non solo rivela la sua costante e quasi ossessiva attenzione verso la realtà che la circonda, ma anche il suo bisogno di reagire agli impulsi visivi che la colpiscono con i mezzi a sua disposizione. Questo incessante necessità sfocia anche in disegni che rappresentano istantanee del suo quotidiano. L’artista stessa parla di “doodles”, di scarabocchi realizzati mentre si pensa ad altro, ammiccando a un processo creativo quasi inconscio: si tratta spesso di dettagli di interni, di frammenti di un suo microcosmo di cui fa indubbiamente parte anche il suo corpo. Recentemente ha cercato di catturare con un pennarello tutto quello che si rifletteva su un foglio dalla superficie specchiante: il suo viso, la sua mano, delle piante… Invece, i disegni a pennarello realizzati a casa dei genitori a Tel Aviv durante il lockdown rivelano una tecnica impiegata in maniera reiterata dall’artista: sono collage di dodici fogli A4 che scompongono e ricompongono lo sguardo su un soggetto dato. Lo stesso procedimento dalla prospettiva distorta e sfaccettata si ritrova anche nei disegni a pennarello della serie delle banconote con immagini di leader dall’ideologia comunista.

La voce dell’artista

Creare un’opera d’arte è materializzare un’idea e smaterializzare la realtà.

Keren Cytter

Opere

Video

Keren Cytter in conversazione con Charlotte Brooks

Una video conversazione fra Keren Cytter (artista) e Charlotte Brooks (artist liaison)

Materiali