Disegni
Marguerite Humeau
Testo critico
Nei suoi lavori Marguerite Humeau (Cholet, 1986) si immerge nei grandi enigmi dell’umanità, nei tentativi atavici di comprendere la vita e la morte. In questo processo l’artista è solita coinvolgere esperti ed esperte di diverse discipline – dalla paleontologia alla musica, dall’ingegneria alla linguistica. Le sue ipotesi diventano sculture e installazioni che stimolano la capacità immaginativa del pubblico e inducono esperienze sensoriali intense, ma non necessariamente intendono fornire delle risposte. I disegni realizzati a penna a inchiostro nero rappresentano la mappa segreta della sua ricerca: sono degli “sguardi dietro alle quinte” del suo lavoro, ma costituiscono a loro volta dei misteri. Il mistero che anima le opere qui presentate riguarda le statuette preistoriche delle Veneri risalenti al paleolitico superiore e i loro molteplici significati. Tra le diverse teorie sulla loro origine, Marguerite Humeau ha abbracciato quella di un’antropologa statunitense che stabilisce un collegamento tra le figure delle Veneri e la forma del cervello di determinati animali probabilmente ingerito per generare stati di trance; da qui prendono le mosse anche i titoli delle opere presentate come, per esempio, “Lascaux-Brain II (Projections)”. I disegni nascono quasi istintivamente durante le ricerche dell’artista, sono ricerche essi stessi, un’avventura del pensiero.
La voce dell’artista
Per me il processo di ricerca è un po’ come una performance: divento un’eroina impegnata a resuscitare creature preistoriche, a comunicare con esseri alieni, a far rivivere lingue estinte dai tempi di Cleopatra… come un Indiana Jones nell’era di Google.
Opere
Video
Marguerite Humeau in conversazione con Lodovico Corsini
Una video conversazione fra Marguerite Humeau (artista) e Lodovico Corsini (gallerista)




