Back to the Future

Regina Vater

Regina VaterJaqueline Martins

Testo critico

Frutto di “un incrocio di sangue tedesco, portoghese, nativo americano, basco, ebreo e svizzero”, l’artista carioca Regina Vater (Rio de Janeiro, 1943) colloca al centro della sua opera la cultura e il contesto brasiliani. Nelle sue fotografie, nelle poesie visive, nelle performance e nelle installazioni l’artista indaga sia il regno temporale sia quello spirituale: mentre lavori iconici come “Tina America” – una performance fotografica in cui impersonava personaggi femminili stereotipati – si interrogano sulla socializzazione delle donne latinoamericane, gran parte del suo lavoro trae ispirazione dalle pratiche rituali e dalle mitologie afro-brasiliane, esplorando il rapporto tra il tempo e l’ambiente attraverso la lente del sacro. Dopo essersi trasferita a New York, dove incontra figure chiave della scena culturale come Merce Cunningham, Robert Rauschenberg e John Cage, e avere viaggiato negli anni Settanta attraverso tutta l’Europa, nel 1985 si stabilisce ad Austin, Texas, dove nel 2002 organizza al Mexic-Arte Museum la sua prima mostra dedicata alla poesia visiva brasiliana negli Stati Uniti. Sia come artista che come curatrice – dalla fine degli anni 1970 ha allestito molte mostre sulla produzione culturale del proprio paese – Regina Vater ha svolto un ruolo di primo piano nella promozione dell’arte latinoamericana nel mondo.

La voce dell’artista

Cosa mi rende una latinoamericana se il mio sangue è metà europeo e metà indigeno? Il fatto che sono cresciuta in una natura selvaggia e in uno spazio con meno “storia”? Forse la mia arte è la visualizzazione di queste domande.

Regina Vater

Opere

Video

Jaqueline Martins presenta Regina Vater

Una presentazione del lavoro di Regina Vater (artista) nelle parole di Jaqueline Martins (gallerista)

Materiali