Disegni
Diego Marcon
Testo critico
Il lavoro di Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985) esplora i paradigmi di alienazione legati alla condizione umana mediante un’analisi incisiva dello statuto dell’immagine e degli archetipi psicologici di rappresentazione che ad esso appartengono. L’atmosfera dei suoi film, che si ispirano a generi cinematografici differenti, film horror, slapstick, commedie musicali, cartoni animati, rivela un universo misterioso (uncanny) e claustrofobico stimolato da un utilizzo parossistico e isolato dei codici e degli artifici cinematografici. L’artista canalizza la sua attenzione sugli effetti enfatici e gli elementi periferici che contribuiscono alla manipolazione della struttura narrativa del film, come la musica, il ricorso alle protesi, allo schermo nero, o allo spazio vuoto, ma anche all’esaurimento del regime dell’immagine mediante la ripetizione (in loop), la voce fuori campo e la dissolvenza. L’installazione e il video di animazione Dick the Stick (2014) vagamente ispirati al libro Espèces d'espaces (Specie di spazi, 1974) di Georges Perec, raccontano la storia di un soldato alienato dalla routine della vita militare. Il disegno del personaggio, soggetto alla noia delle mansioni quotidiane, svanisce nel vuoto della pagina del film di animazione o perde la testa nel bianco dei muri dello spazio espositivo.
La voce dell’artista
ll cartone animato sfugge a qualsiasi tipo di autorità e legge, si ibrida con qualsiasi cosa, si fa burla di limiti e costrizioni.
Opere
Video
Ilaria Leoni presenta Diego Marcon
Una presentazione del lavoro di Diego Marcon (artista) nelle parole di Ilaria Leoni (gallerista)

