Disegni
José Leonilson
Testo critico
José Leonilson (San Paolo, 1957–1993) è stato uno dei maggiori esponenti di una generazione di artisti brasiliani noti come Geração 80 (Generazione 80). Influenzati dalla Transavanguardia italiana, i dipinti e i disegni di Leonilson degli anni Ottanta rivelano un eclettico soggettivismo e un emblematico linguaggio visivo. Quando, nel 1991, gli fu diagnosticato l’aids, il suo stile cambiò significativamente, assumendo l’aspetto di un diario. I suoi lavori, solitamente su tele abbozzate e non incorniciate, spesso accompagnate da parole o numeri, sembrano più prossimi al disegno che alla pittura. Alla fine degli anni Ottanta Leonilson, il cui padre era un commerciante di tessuti, cominciò a usare stoffe e ricami come mezzo di espressione, combinando delicati merletti con lini grezzi, velluti e testi goffamente ricamati. La fragilità di questi lavori ha qualcosa di toccante. Con la sincerità di un diario, ci parlano di amore, di estraneità e delle sfide affrontate nel corso di una vita da outsider. Molti disegni esprimono, tra le altre cose, il suo speciale interesse per la moda. Nel 1976 Leonilson realizzò Vogue Ideal (Fanzine), un numero della rivista “Vogue” in formato fanzine in cui analizzava criticamente le attribuzioni di genere, le differenze di classe e i gruppi marginalizzati ai quali sentiva di appartenere. Vi apparivano corpi dalle forme, sembianze e colori di pelle più diversi e insoliti, ma anche simboli come teschi, scheletri o segni della pace. Una diversità gioiosamente raffigurata di cui si sente la mancanza in molte riviste della grande moda odierna.
La voce dell’artista
Considero la tela come un oggetto e non solo come un dipinto da appendere al muro. Il dipinto interagisce; se fa caldo, si increspa; se fa freddo, si distende, lascia per un momento il muro e torna indietro.







