Back to the Future
Markus Oehlen
Testo critico
Markus Oehlen (Krefeld, 1956) ha studiato design all’Akademie der Künste di Düsseldorf, dove nel 1977 è stata allestita la sua prima personale alla Konrad Fischer Galerie. Ha fatto parte di un gruppo di pittori che includevano il fratello Albert Oehlen, Martin Kippenberger e Werner Büttner, partecipando a molte delle loro mostre, compresa Finger für Deutschland (Atelier Jörg Immendorff, Düsseldorf, 1980) e Von Hier Aus (Messegelände, Düsseldorf, 1984). Dopo aver privilegiato all’inizio una gamma cromatica piuttosto scura, Oehlen ha gradualmente schiarito la palette per approdare, a partire dalla fine degli anni Novanta, a tonalità elettriche e psichedeliche. Nei suoi dipinti associa motivi figurativi a composizioni perlopiù astratte, indagando al tempo stesso il potere delle immagini evocative e le sfumature formali di luce e colore. Oehlen sperimenta con varie forme di mixed media, in grandi formati, sviluppando composizioni estremamente complesse che incorporano immagini generate al computer. I suoi lavori, ambiguamente compositi, rifiutano ogni interpretazione e teorizzazione d’avanguardia. Sono l’espressione di un ironico e giocoso modo di pensare che si manifesta nella scelta e nella disposizione degli elementi compositivi e dei motivi tratti dalla storia dell’arte, in particolare del modernismo classico e degli anni Cinquanta (Julius Bissier, Henry Moore, Georges Braque, Pablo Picasso, Joan Miró). La sua opera smantella i valori e le norme borghesi usando elementi della cultura pop come un sismografo dei nuovi media.
La voce dell’artista
All’epoca eravamo ancora un po’ punk, e questo aveva un equivalente anche nella pittura. (…) Ha sempre una qualità costruttiva e concettuale. Anche oggi è così. (…) Quando in un quadro scopro un particolare che mi piace, lo trasferisco nel quadro successivo in un modo dominante. Nel nuovo c’è sempre qualcosa del vecchio.
Opere
Video
Karolina Dankow presenta Markus Oehlen
Una presentazione del lavoro di Markus Oehlen (artista) nelle parole di Karolina Dankow (gallerista)





